Nato fuori legge – Trevor Noah

Ammetto che Trevor Noah non lo conoscevo. Non sapevo fosse un dj e un comico così famoso e affermato negli USA. La sua autobiografia me l’ha regalato una mia amica, che conosce bene i miei gusti, e quindi nonostante non siano mai state il mio genere preferito, ho incominciato a leggerla con le migliori aspettative. Aspettative non deluse perché il libro mi è piaciuto; tantissimo nella prima parte e poi un pochino meno nella seconda, ma comunque l’ho sempre letto con piacere.

Copertina del libro

Trevor, nato nel Sudafrica dell’apartheid da madre xhosa e padre bianco, è colored: né bianco né nero, un’anomalia intollerabile per il rigido sistema razziale sudafricano. Destinato a un’esistenza ‘fuori legge’, se la cava splendidamente poiché la sua infanzia, la trascorre sotto l’egida di una madre incredibile: Patricia Nombuyiselo Noah. Una donna dalla mille sfaccettature: bigotta e ribelle, severa e anticonformista, e soprattutto una donna che crede ciecamente che tutto è possibile, di qualsiasi colore sia la tua pelle.

Quello che mi colpito in particolare di questo racconto e che mi fatto diventare una fan di Trevor Noah, è che nonostante abbia vissuto nel terrore di una società discriminatoria, nonostante sia stato costretto a mangiare vermi in mancanza di soldi, nonostante abbia visto il viso di sua madre sfigurato da un colpo di proiettile, ha imparato l’amore. Noah è la testimonianza vivente che esiste un modo diverso di reagire alla violenza, e che in un sistema che fa di tutto per farti odiare il prossimo è possibile davvero riconoscersi tutti uguali.

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