Giusto premettere prima che recensisca ‘La vita gioca con me’ dire che io per David Grossman ho una ammirazione sconfinata. A parte avere amato, letto e riletto, regalato i suoi libri, come ‘Qualcuno con cui correre’  ‘Che sia per me coltello’ o ‘A un cerbiatto somiglia il mio amore’ , in un certo periodo della mia vita – quando avevo tempo – raccoglievo anche gli articoli che scriveva per Repubblica. Potete quindi immaginare la mia emozione quando sono andata alla presentazione del suo libro a Milano, in una serata piovosa e autunnale tra l’altro non particolarmente riuscita, in quanto in sala ci fu anche un maloreContinua a leggere…

“Lei non esisteva, non era mai esistita. Le persone non ricordavano il suo volto, il suo nome non era mai lo stesso. Solo nello scatto viveva, diventava reale, per poi tornare a essere l’invisibile creatura a cui nessuno rivolgeva una seconda occhiata”, scrive Francesca Diotallevi, Questo libro si ispira ad un personaggio veramente esistito, Vivian Maier, che morì completamente sola il 21 aprile del 2009. Trascorse una vita in solitudine ad occuparsi dei figli degli altri, entrava in queste vite senza mai costruirsene una sua. L’unica sua compagnia, attraverso cui osservava la realtà era una biottica Rolleiflex, che tra gli anni ’50 e ’70 era considerataContinua a leggere…

“L’ora di pietra non dura un’ora, ma solo un momento, qualche volta un minuto, qualche volta anche tre o quattro. A me piace tanto e la chiamo così perché tutto resta fermo come impietrito. Non passa gente, non passano macchine, è come se il mondo si fermasse senza fare il rumore della frenata”. Direi che per il tema trattato, l’isolamento di una ragazza tredicenne che si nasconde dalla mafia, il libro di Margherita Oggero, è adatto al periodo che stiamo vivendo: quando il mondo fuori da una parte ti attira, dall’altra lo rifuggi per paura. Che poi la paura sia un virus o la mafia,Continua a leggere…