Il mio 8 marzo lo dedico alle protagoniste del libro Algoritmi indiani. Per i miei standard, è stata una lettura a rilento, non perché non fosse avvincente, ma perché era troppo ricca di emozioni. Ogni storia di questo libro va metabolizzata, e non si può leggere tutto d’un fiato.  Dell’India si è detto e scritto molto. Quello che in questo libro colpisce è il contrasto tra le nuove generazioni, i figli che hanno studiato e che tendono quindi a “occidentalizzarsi” e invece le loro madri, che rimangono ancorate a tradizioni e a vissuti che non riescono a gettarsi alle spalle. La storia si svolge nell’arcoContinua a leggere…

Questo libro la prima volta lo lessi diversi anni fa. E mi piacque molto per la scrittura sublime e il suo stile impeccabile.  Una storia ambientata nel 1940. Il protagonista Henrik è un vecchio generale dell’impero austro-ungarico che vive lontano da tutto nel suo castello, isolato per volontà dal mondo da cui si è ritirato. Un giorno riceve una lettera dal suo amico di gioventù, praticamente un fratello, Konrad, che viene a fargli visita. Sono passati quarantuno anni dal loro ultimo incontro, vissuti in attesa di questo momento. E’ un racconto di altri tempi, che parla di grandi valori,  secondo codici cavallereschi. Amore, amicizia, forse traditi,Continua a leggere…

Nel gennaio 2006 Michela Murgia viene assunta nel call center della multinazionale americana Kirby, produttrice del “mostro”, l’oggetto di culto e devozione di una squadra di centinaia di telefoniste e venditori: un’aspirapolvere da tremila euro, “brevettato dalla NASA”. Mentre, per trenta interminabili giorni, si specializza nelle tecniche del “telemarchètting” e della persuasione occulta della casalinga ignara, l’autrice apre un blog dove riporta quel che succede nel call center: metodi motivazionali, raggiri psicologici, castighi aziendali, dando vita alla grottesca rappresentazione di un modello lavorativo a metà tra berlusconismo e Scientology. Un racconto sul precariato in Italia, che fa riflettere, incazzare e, anche molto ridere. Questo primoContinua a leggere…