Il mio primo libro dell’anno, e devo dire con “botto” perché l’ho apprezzato molto, è stato “le nostre anime di notte” dello scrittore americano Kent Haruf.  Un libro delicato, semplice, che si legge velocemente.  E’ la storia delle seconde possibilità, di chi non si vuole rassegnare, anche se considerato ormai “vecchio”, alla vita che ha davanti, alla solitudine, ma che vuole fare di tutto per dare un senso alle giornate vivendole appieno e non subendo il tempo che passa. E’ un libro sul coraggio e sulla libertà di vivere che arriva direttamente al cuore. Purtroppo però la libertà di vivere dei protagonisti, in particolare dellaContinua a leggere…

La moglie è stato uno di quei romanzi che mi ha risvegliato l’urgenza di leggere. Contrariamente ai miei ritmi, sono riuscita a non addormentarmi per tre sere di fila per seguire i destini dei due fratelli Subhash e Udayan, e di Gauri. Il libro, ambientato in India negli tormentati anni dell’indipendenza indiana, narra di amori, di sentimenti, di solitudini, di rancori, di scelte. E lo fa sempre uno stile coinvolgente ed elegante, con semplicità ed al contempo con profondità. Bellissimo.  Continua a leggere…

“Tutti nasciamo felici. Lungo la strada la vita ci si sporca, ma possiamo pulirla. La felicità non è esuberante né chiassosa, come il piacere o l’allegria. È silenziosa, tranquilla, dolce, è uno stato intimo di soddisfazione che inizia dal voler bene a se stessi”. Questo brano è tratto dal libro che ho appena letto “L’Amante Giapponese”, di Isabel Allende, e racconta molto dell’intero libro. Era da tempo che non leggevo i suoi romanzi dopo averne fatto una scorpacciata. Devo dire che ritrovarla è stata un piacere perché la sua capacità di  intrecciare le storie è davvero unica, anche se mi è sembrata una Allende diversa,Continua a leggere…